Libri & Dintorni di Raffaella Bonsignori


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Chiedendo sull'Amore ...

RACCONTI E POESIE > Poesie

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Chiedendo sull'Amore …

Caro Dio,
un paio di domande sull'Amore,
quel ferro incandescente che hai piantato nel cuore della gente,
che ci portiamo dietro da che vediamo il sole
e nel sole muore, a volte,
bruciando come bruciano gli sbagli e le paure,
come bruciano i tradimenti,
come brucia l'Inferno che hai bandito dalla Grazia,
luogo di perdizione e di dolore.
Sì, due parole sull'Amore!
Cos'è quel calore che mi pervade quando i miei occhi,
pur nudi di speranza,
si specchiano nel suo sguardo
pieno di parole mai dette?
Cos'è quel velo dolce di sorrisi,
quell'accordo di note delicate,
sulle quali si completano a vicenda i nostri pensieri,
legati, a volte, da rassicurante armonia?
E quel filo argenteo di sogni presaghi di lui?
Cos'è quel sapore sulle sue labbra,
che scivolano su me come sapienti carezze,
rigogliosi rivoli di nettare,
soffici profumi, morbide promesse?
Cos'è quella luce che sembra irradiarsi
dai nostri corpi affannati,
mentre la passione ci consuma?
Cos'è quel dolce, reciproco vegliare sulle nostre emozioni,
come se, in un abbraccio, vagassero, lievi,
da lui a me, da me a lui,
sotto il soffice manto di coperte,
che mimano il riparo dalla paura, dall'afflizione, dall'inganno?
Cos'è quel vuoto che ruba ogni respiro quando vincono le tenebre
e le nostre mani si allontanano,
separate da uragani di incertezze, di incomprensioni,
all'oscuro, ormai, di desideri e passioni?
Cos'è quel buio che copre i miei pensieri quando ci perdiamo,
quando un vento gelido soffia su di noi
e congela il cuore,
chiuso ad ogni comunione,
sordo al dialogo che sapeva tessere, con arte,
nel silenzio più roseo di una poesia infinita?
Cos'è quel senso di morte che si leva dalla fine dell'Amore,
per restare dentro di noi,
oltre ogni dolore,
oltre ogni ragione,
oltre ogni balorda consolazione?
Cos'è quell'ingannevole inizio
che in sé contiene la parola fine
e quell'attesa che, tremante, colora di un grigio stupore il
perdurare dell'Amore
oltre i desolati confini chiusi alla speranza,
alla magia di un incontro,
al suo timido incanto,
nei giorni che precedono l'addio,
il "tanto era inevitabile",
quei tristi "avevo ragione io"?
Cos'è quel nero strappo che si apre nei ricordi,
continuamente,
continuamente,
continuamente,
sulle ali di un tempo
che cancella tutto tranne il dolore?
Perché il dolore
resta lì,
sempre giovane, sempre vigile,
sempre pronto a decapitare un nuovo sentimento
con la scure insanguinata della delusione,
della fuga, del tormento,
di una sfiducia assassina, in cui trovare oscure conferme
e dell'ingannevole seduzione dorata
di una solitudine sottile,
fatta di sabbia e di vento e di mare in tempesta,
pregna dell'amarezza per un antico errore.
Cos'è, Dio?
Cos'è l'Amore?



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