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I miei Maestri
MAESTRI DI VITA ...
La Vita è la materia più difficile da apprendere. Per essa non si può propriamente parlare di insegnamento scolastico; ma sicuramente Scuola ed Università, quando si avvalgano dei docenti giusti, sono in grado di fornire gli strumenti utili a comprenderne alcuni segreti fondamentali. Il resto viene da sé. Io ho avuto la fortuna di avere dei grandi Maestri. Non posso non ospitarli in questa mia piccola dimora su internet, dal momento che abitano con me ogni giorno, in ogni cosa che faccio.
Alcune grandi insegnanti del passato
In questo mio breve volo sulle tracce di coloro che hanno guidato il mio cammino di scrittrice, di avvocato e di assistente universitaria, non posso non volgere lo sguardo alle insegnanti di liceo che hanno segnato, con grande bravura, simpatia, umanità ed equilibrata fermezza, gli studi del passato e, dunque, il mio bagaglio culturale del futuro.
La scuola era l' Istituto De Vedruna. Purtroppo, come istituto di insegnamento, oggi non esiste più. A quella scuola di religiose illuminate, capaci di gestire con grande intelligenza scolaresche di adolescenti scalmanate, devo tutto quel che sono. Sono state suore devote, ma anche donne in grado di affrontare ogni tema necessario alla nostra sana crescita intellettuale e morale.
Ricevere un'istruzione è cosa che dovrebbe -mi si perdoni l'uso polemico del condizionale- capitare un po' ovunque, nelle scuole; ricevere la passione per lo studio, per la conoscenza e per la vita, invece, è un dono raro. Ebbene, noi "devedrunensi" abbiamo ricevuto questo dono!
In particolare, del corpo docente, sia religioso che laico, vorrei menzionare Suor Lidia, insegnante di greco e latino ed eccezionale dantista, Patrizia Rotella, insegnante di biologia, chimica e geografia astronomica, e Suor Giulia, insegnante di matematica e fisica: ad entrambe devo la mia passione per le scienze in genere e per la fisica quantistica e l'astrofisica in particolare, materie che, ancora oggi, coltivo nel tempo libero.
Inoltre, nel mio cuore di discente, presenti come se neppure un giorno mi separasse dalle loro lezioni, ci sono le insegnanti di Lettere, Angela Savina ed Anna Maria Marafelli, che, peraltro, ho ancora modo di sentire in amicizia ed affetto: a loro devo il mio stile, la mia fantasia, la mia passione per la lettura e per l'approfondimento critico; ed, in ultimo ma non per ultima, Nicoletta Fattorosi, appassionata melomane come me e fantastica insegnante di Storia dell'Arte, cui devo la mia incontenibile passione per le arti nel loro complesso.
Franco Cordero
Mio mentore ed amico, il Prof. Franco Cordero, fino al 2002 Professore ordinario di Procedura Penale all'Università di Roma La Sapienza ed, oggi, editorialista de La Repubblica, è una delle menti più raffinate nel panorama giuridico e filosofico contemporaneo. A lui devo moltissimo di ciò che ho appreso e che sono: sicuramente un interesse binoculare per lo studio della norma, analizzata nel suo contesto, ma anche indagata nel particolare, nella sua essenza; poi una cura per l'indagine filosofica, sociologica e psicologica nell'affrontare qualunque argomento. E' un uomo dai vasti interessi culturali, che spaziano dalla letteratura, all'arte, dalla filosofia alla psicologia, dal diritto alle scienze. Parlare con lui equivale a scoprire un tesoro ogni volta diverso ed egualmente ricco.
Inoltre il rapporto di grande rispetto ed amicizia che ha instaurato con tutti i suoi più cari collaboratori, dei quali mi onoro di fare parte, ne sottolinea la grande umanità: tra lui e tutti noi c'è sempre stato un rapporto paritario, ci siamo sempre detti quello che andava e quello che non andava e, come in ogni rapporto di amicizia, abbiamo sempre e comunque continuato a volerci bene. Credo che questo sia uno dei suoi tanti meravigliosi insegnamenti. A testimonianza di ciò vi mostro la foto in basso, scattata qualche anno fa nel mio salotto (allora soprannominato "Taverna Bonsignori" per la frequenza con cui ci si riuniva dopo gli esami), dove ci sono alcuni "corderiani" (sembriamo una setta, a dirla così) con i libri del Professore.
Anch'egli scrittore, oltre che giurista, ha pubblicato, infatti, moltissimi libri. I suoi noti testi giuridici (Procedura Penale, Ideologie del Processo Penale, Criminalia, Riti e Sapienza del Diritto, Gli Osservanti, Tre Studi sulle Prove Penali, ...), alcuni romanzi ed alcuni saggi storici, filosofici e psicologici.
Ho la fortuna di possederli quasi tutti, anche le edizioni ormai fuori commercio.
Ne trascrivo di seguito alcuni titoli, quelli non giuridici, data la natura del mio sito, consigliandone a tutti la lettura, perché sono meravigliosi.
Narrativa e saggistica:
Genus (De Donato, 1969)
Erasmo contro Lutero (De Donato, 1970)
Risposta a Monsignore (De Donato, 1970)
Trattato di Decomposizione (De Donato, 1970)
Le Masche (Rizzoli, 1971)
L'Epistola ai Romani, Antropologia del Cristianesimo Paolino (Einaudi, 1972)
Opus (Einaudi, 1972)
Pavana (Einaudi, 1973)
Viene il Re (Bompiani, 1974)
L'Opera (Bompiani, 1975)
Passi d'Arme (Einaudi, 1975)
Cronaca d'una stregoneria moderna (Laterza, 1985)
Savonarola voll. I-IV (Laterza, 1986-88)
Le Strane Regole del Signor B. (Garzanti, 2003)
Nere Lune d'Italia (Garzanti, 2004)
Fiabe d'Entropia (Garzanti, 2005)
Che Cos'è la Giustizia? (Luca Sossella Editore, 2007)
L'Armatura (Mondadori, 2007)
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Paolo Cendon
Il Prof. Paolo Cendon, ordinario di Istituzioni di Diritto Privato all'Università di Trieste, è un grande insegnante e davvero un buon amico, al quale devo moltissimo, soprattutto l'interdisciplinarietà nel parlare di diritto, ché lui riesce a far comprendere argomenti anche molto complessi con una semplicità lodevole ed un'accattivante propensione per la metafora e l'esemplificazione artistica, traendo spunto da libri, film e, soprattutto, usando tanta fantasia e rendendo i suoi scritti come i suoi interventi oratori, pezzi di autentica arte giuridica!
E' grazie a Paolo che ho pubblicato il mio libro sul Procedimento per Decreto, edito da Cedam; è grazie a lui, che ha creduto nel mio scrivere al punto da suggerirmi di tentare la via della narrativa, che ho scritto il libro di racconti edito da Giuffré, Il Bene che Crediamo di Fare. Attualmente ospita i miei più recenti articoli di terza pagina, gli stessi presenti in questo salotto web, sul suo sito, www.personaedanno.it, che consiglio a tutti, giuristi e non, di visitare, poiché contiene in sé una trasversalità tipica del vasto e variegato sapere cendoniano e vi si trovano scritti di grande interesse culturale, anche al di là dell'universo giuridico.





Gilberto Lozzi
Professore ordinario di Procedura Penale presso l'Università di Roma La Sapienza fino al 2004, il Prof. Lozzi è stato un altro grande maestro di diritto e di vita, per me. Mi lega a lui una conoscenza meno lunga e profonda rispetto a quella con il Prof. Cordero, ma egualmente intensa. La sua grande preparazione e la sua nota signorilità lo hanno reso non solo un fulgido esempio di docente, ma anche un ottimo avvocato. I suoi libri rappresentano un chiaro connubio di forma e contenuto, entrambi tesi a livelli di massima altezza.
Scartando ogni falsa modestia, trovo estremamente gratificante la fiducia che egli ha sempre riposto in me, concedendomi l'onore di essere esplicitamente chiamata a sostituirlo ad alcune lezioni della Scuola di Specializzazione.
Ancora oggi ricevo regolarmente il segno della sua stima per me e per i miei scritti, cosa che, sinceramente, mi rende molto orgogliosa, considerato l'uomo da cui provengono.
Alessandro Roccati
Ho avuto modo di conoscere il Prof. Alessandro Roccati quando era Professore ordinario di Egittologia presso l'Università di Roma La Sapienza. Mentre ancora preparavo la tesi in Giurisprudenza sulle Fonti delle Obligationes negli Antichi Popoli dei Mediterraneo, ivi compreso l'egizio, dunque, mi ha concesso di frequentare il suo corso. E' stato semplicemente illuminante! E' un uomo di immensa cultura e di grande umanità. Ricordo la prima lezione di geroglifico, la sua abilità nel disegnare i pittogrammi, nell'interpretarli, nel rendere semplice e comprensibile una delle materie più complesse, termine di paragone, nell'immaginario popolare, dell'astrusità.
Grazie al suo insegnamento, che mi ha toccata nel profondo, ancora oggi non smetto di dedicarmi agli studi egittologici e di trovare nella storia di un popolo particolarmente evoluto, nella sua complessa forma di comunicazione, nelle sue istituzioni, nell'elevata organizzazione del Pantheon e nei suoi miti cosmogonici, quella parte di memoria collettiva, per dirla con Jung, che ci collega l'un l'altro al di là del Tempo e dello Spazio!
Oggi è tornato ad insegnare nella sua amata Torino, città che visito spesso, già solo per il gusto di trascorrere il tempo nelle sale del Museo Egizio.
Agli altri ...
Non è atto che io possa compiere, quello di esprimere consensi e lodi a chi sia ancora nella posizione di giudicarmi in un eventuale concorso universitario per la docenza associata, benché, considerato quel che l'Università è diventata, non abbia certo intenzione di presentare domanda alcuna. Del resto non ho mai avuto il carattere di chi si accaparri amicizie influenti con ogni mezzo. Anzi è vero il contrario e, nel mio più recente iter universitario, sono stata penalizzata per aver espresso nei miei scritti giuste censure sul pensiero giuridico altrui. Mi si perdoni il mio innato narcisismo, ma ne vado orgogliosa.
Perciò non ho inserito in questa pagina nessuno dei Professori universitari tuttora docenti nelle materie che appartengono alla sfera della mia specializzazione. Con la mia solita sfacciata sincerità aggiungo, inoltre, che non tutti quanti loro sarebbero comunque stati menzionati, ma sono certa che coloro ai quali sarebbe andata la mia espressa stima ne abbiano precisa contezza e sappiano comprendere le mie ragioni.